Tappo

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Tappo

Tappo
Tappo


Area Merceologica
Plastica, Metallo, Sughero
Composizione
Plastica Metallo Sughero,
La funzione del tappo[1]

Il compito principale delle confezioni è di contenere un prodotto senza farlo fuoriuscire o farlo deteriorare, nel caso di liquidi questa funzione è di primaria importanza. Il tappo ha quindi il compito di otturare l’imballaggio rendendolo ermetico. Esistono due grandi categorie di chiusura: una mediante un corpo esterno, la tappatura (o capsulatura o aggraffatura), che è di solito richiudibile, mentre l’altra, realizzata mediante il materiale stesso dell’imballaggio, si dice sigillatura. Il tappo utilizzato deve essere inerte rispetto al contenuto e quindi avere particolari qualità che lo rendono adatto all’uso alimentare. Due tecniche principali di tappatura sono a frizione (con sughero o con capsula a corona) e ad avvitamento. Altre funzioni del tappo sono di garantire la sicurezza, se il contenuto è potenzialmente pericoloso, e l’integrità, permettendo di accorgersi se l’involucro è stato aperto.Tra i materiali più usati per i tappi troviamo il sughero, materiale naturale, i metalli e le materie plastiche. Ciascuno di questi materiali presenta vantaggi e svantaggi e deve essere smaltito in modo corretto.

La storia[2]

Fondamentale per la vita umana è l’acqua, quindi fin dalla preistoria l’uomo ha imparato a trasportare questo prezioso liquido. Sono stati inventati vari tipi di recipienti che dovevano essere chiusi per evitare la dispersione del liquido e la sua contaminazione. Ben presto nell’alimentazione si sono introdotte bevande fermentate quali la birra e il vino che sono state soggetto di scambi commerciali molto ampi. In origine i contenitori di questi liquidi erano molto grandi, il contenuto era prelevato con brocche e boccali al momento di essere consumato che quindi non richiedevano particolari chiusure. Quella della chiusura è un problema che ha visto diverse soluzioni. Il sughero, già usato dai Romani, era stato abbandonato nel medioevo, nei dipinti si vedono contenitori chiusi con panni, cocci, pelle e ceralacca. Nel rinascimento si utilizzavano bottiglie di vetro con il relativo tappo che aveva però il difetto, se il contenuto era troppo zuccherino, di incollarsi al collo in modo talmente stretto che per aprirle si doveva rompere la costosa bottiglia. La storia del tappo è strettamente legata a quella del vino perché questa bevanda dalle molteplici implicazioni(religiose, culturali, alimentari) per la vita dei popoli del Mediterraneo si deteriora velocemente a contatto con l’aria, trasformandosi in aceto. Quando nel diciassettesimo secolo si inventò il tappo di sughero da inserire nella bottiglia di vetro ci fu una svolta storica. Il vino invecchiava senza mutare in aceto, anzi acquistava in sapore, la chiusura ermetica con il sughero elastico impediva lo scambio con l’ossigeno esterno e i batteri smettevano la loro opera di fermentazione. Nell’ottocento con l’invenzione delle bibite gassate si diffuse l’uso di tappi in ceramica (tappo meccanico) capaci di resistere alla pressione del gas che si sviluppava all’interno delle bottiglie, poi il tappo metallico a corona per bibite gassate monodose che non erano richiuse dopo l’apertura. Per ultimo abbiamo il tappo di plastica che può essere di mille forme ed è utilizzato principalmente per il commercio dell’acqua minerale perché igienico e facilmente sigilla le bottiglie.

Tappo di sughero[3]

Si diffuse in Francia nel diciassettesimo secolo, la sua invenzione si fa risalire a Pierre Perignon, l’inventore dello champagne, si usa per chiudere bottiglie di vini pregiati. Può essere monopezzo o misto. Le bottiglie di vino “bordolesi” sono chiuse con un tappo di sughero monopezzo che è appena più grande del collo della bottiglia, dove è spinto a pressione fino al bordo. Le bottiglie di champagne o di spumante sono chiuse con un tappo molto più grande del collo della bottiglia, è spinto all’interno con un apposito apparecchio e subito dopo è gabbiettato per ancorarlo al collo, assumendo così la forma caratteristica di fungo.

Tappo di metallo[4]

È fatto con una lega metallica ferrosa di stagno (latta) o di alluminio. I tappi a vite sono molto pratici, si presentano come cilindri di alluminio filettati e rivestiti, e sono utilizzati per liquori o per vino da tavola di scarsa qualità. Questo tipo di tappo è probabilmente il migliore tecnicamente per preservare il contenuto della bottiglia permettendo svariate aperture e chiusure . Il tappo a corona fu ideato nel 1892 all’interno aveva un disco di sughero che ne garantiva l’ermeticità, negli anni ’60 del Novecento il sughero è stato sostituito con la plastica. Ha il vantaggio di resistere alla pressione del gas disciolto nella bevanda, ha un’ottima tenuta e viene anche utilizzato come strumento pubblicitario perché è facilmente stampabile. I tappi a corona standard sono prodotti da due diversi tipi di lamiera: lamiera cromata e lamiera stagnata.

Tappo di plastica

Presenta numerosi vantaggi come il non lasciare sapori o odori, essere poco permeabile ai gas, elasticità tale da permettere la perfetta tenuta, resistenza all'invecchiamento, essere sterile e non attaccabile da muffe, essere colorabile con facilità,essere resistente ad acidi , acqua,alcoli, esteri, olio, assumere le forme più svariate.

Composizione

Tappo di sughero - materia prima: il sughero.

Il sughero è la corteccia di una pianta della famiglia delle querce (Quercus suber). La sughera è una pianta che ama i climi caldi ed è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. In Italia si trova soprattutto in Sardegna e in Sicilia, anche in toscana se ne trovano piccoli boschi. Il bosco di questa varietà non è molto fitto, lascia ampi spazi tra un albero e l’altro. Questa pianta non è adatta alla combustione e quindi non è utilizzata come legna da ardere, anzi previene gli incendi. Questo si deve alla particolare corteccia molto spugnosa ed elastica. L’asportazione della corteccia per la produzione di sughero si può fare solo su piante di almeno quindici anni e con un diametro del tronco di 130 cm. Alla prima asportazione si ottiene un prodotto di scarsa qualità (sughero maschio) utilizzato per pannelli di rivestimento, dalla seconda in poi (sughero femmina) la produzione, di sughero, è adatta ai tappi.

Tappo di metallo - materia prima

I metalli hanno fatto sempre parte del corredo tecnologico dell’uomo, le problematiche ambientali derivano dall’estrazione in miniera della roccia e dal processo di purificazione che generalmente è molto costoso e inquinante, pensate che l’alluminio nei primi anni del 1800 era estremamente costoso tanto che Napoleone mangiava con posate di alluminio mentre la sua corte usava l’oro!  Nella seconda metà dell'Ottocento, si sono trovati nuovi giacimenti e, soprattutto, metodi nuovi e relativamente convenienti per la produzione di alluminio puro che quindi è sceso notevolmente di prezzo tanto da essere oggi utilizzato nei campi più diversi dall’edilizia, all’industria automobilistica o a quella alimentare. Ancora oggi per ottenere una tonnellata di alluminio sono necessarie 4 tonnellate di bauxite. La complessità della lavorazione e il prezzo dell'energia sono dunque i due fattori che rendono fondamentale il riciclo dell'alluminio, sia per l'economia sia per l'ambiente.

Tappo di plastica - materia prima[5]

Per produrre la plastica, che non si trova in natura, si usano derivati del petrolio o dell’etano. Questo processo passa attraverso diverse fasi di trasformazione.

Prima c’è una fase di riscaldamento in caldaie, dove le molecole sono spezzate in monomeri che poi formeranno delle lunghe catene: i polimeri .

Ai polimeri sono aggiunti degli additivi per formare le resine sintetiche che una volta riscaldate assumono una consistenza pastosa e diventano lavorabili. I principali tipi di plastica sono le resine termoplastiche, che una volta riscaldate possono cambiare forma, le resine termoindurenti, che non possono essere rifuse e gli elastomeri , che ricopiano le caratteristiche della gomma naturale.

I polimeri furono sintetizzati per la prima volta nel 1898 per caso.  La prima sintesi industriale fu inventata nel 1933 pressando etilene in presenza di ossigeno.  Il polietilene ad alta densità (HDPE) o (PEAD): è un polietilene poco ramificato che ha quindi maggiore rigidezza rispetto al polietilene a bassa densità; viene generalmente sintetizzato con un sistema catalitico di tipo Ziegler-Natta. Giulio Natta, uno dei più grandi chimici italiani, ottenne nel 1963 il premio Nobel per questa scoperta. Le materie plastiche hanno assunto crescente importanza nei settori dell’imballaggio, dove fanno competizione alla carta e ai metalli, perché la plastica è leggera, è chimicamente inerte, è resistente agli urti ed è molto versatile.

Le plastiche sono facilmente lavorate con basso consumo di energia (basta pensare per esempio che per ottenere una bottiglia dal vetro bisogna arrivare a una temperatura di circa 1000°C, mentre bastano solo 250°C circa per ottenere una bottiglia di plastica). Grazie a tutte queste caratteristiche, la plastica ha sostituito in molti casi i materiali classici come la carta, il vetro, il legno, i metalli e le ceramiche.

Metodi di produzione

Produttori

Lettere al produttore

Non sono state inviate lettere ai produttori

Risposta del produttore

Non sono state inviate lettere ai produttori

Le nostre osservazioni

Confronti

Nel tuo comune

Tappo di sughero - riciclaggio

È un’operazione principalmente di volontariato, solo di recente ha un codice CER di riferimento (03.01.01), può essere trasformato in pannelli di rivestimento idrorepellenti e isolanti termici, oppure in nuovi tappi ma di minor qualità. Il suo riciclo tutela le Sugherete del mediterraneo e riduce il volume della spazzatura.

Tappo di metallo - riciclaggio

Riciclare alluminio fa bene all'ambiente e all'economia, e in questo l'Italia è bravissima: è prima in Europa e terza nel mondo per capacità di recupero di questo metallo che diventa poi automobili, caffettiere, occhiali, biciclette... Tutti i materiali metallici sono facilmente riciclabili per fusione e il recupero è importante per risparmiare energia territorio. Questa pratica è fondamentale per l’alluminio perché riciclabile all'infinito, al 100% e con l'utilizzo del solo 5% di energia elettrica necessaria per la produzione di quello primario. I numeri del risparmio sono notevoli: se per produrre 1 kg di alluminio primario servono quindici kWh, per l'alluminio secondario ne bastano 0,75, con la conseguenza che sempre più oggetti di uso comune sono realizzati con materiale riciclato. È il caso dell'industria automobilistica, dove il 90% dell'alluminio utilizzato per produrre i cerchioni è riciclato, così come il 30% di quello utilizzato nella realizzazione di pistoni e cilindri e il 40% di quello impiegato per la struttura complessiva dell'auto. Per altri oggetti le percentuali sono ancora maggiori: le caffettiere prodotte in Italia sono ormai fatte al 100% di alluminio riciclato, mentre per le pentole siamo al 90%.

Tappo di plastica - riciclaggio (Repubblica 10/03/18)

La dispersione della plastica nei rifiuti urbani, e conseguentemente nelle discariche, origina un grave inquinamento ambientale, soprattutto a causa della natura "indistruttibile" di questi materiali. Il metodo tradizionale di smaltimento dei rifiuti (interramento in discariche e incenerimento) non può essere applicato alla plastica perché non è degradabile, se non in tempi lunghissimi (centinaia di anni), e quindi una volta abbandonata permane nell’ambiente, poi quasi tutte le plastiche bruciando producono una notevole quantità di calore che, se non è utilizzato per produrre energia, si disperde nell’ambiente circostante causando un indesiderato aumento della temperatura. Il problema dell’impatto ambientale della plastica può essere risolto, o almeno ridotto, con metodi di recupero tramite raccolta differenziata e di ri-utilizzo degli stessi materiali a fine vita (riciclo). Per soluzioni più definitive, si punta oggi a sostituire le plastiche tradizionali con plastiche degradabili. Secondo un’indagine dell’università della California, dal 1950 fino ad oggi sono state prodotte 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, di cui il 25% ancora utilizzate. Non sarebbe una quantità enorme, il problema è che la maggior parte è finita negli oceani inquinandone gran parte ed entrando nella catena alimentare dei pesci, alterando il loro ciclo vitale. Il riciclo intercetta solo 0,5 tonnellate di plastica mentre 0,7 miliardi di tonnellate sono quelle che vengono bruciate. La quota più alta della plastica riciclata serve per la produzione di contenitori per detergenti dove è usata per il 25% della plastica necessaria.


Cosa fa il tuo comune

Scopri come il tuo comune gestisce questo tipo di rifiuto.

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 Fonti

  1. Manuale dell’imballaggio, ed. Tecniche Nuove
  2. La grande storia del vino, ed. Pendragon, Alfredo Antonaros
  3. wikipedia
  4. Focus
  5. wikypedia, Università di Napoli